Sanremo 2025: il Festival e la politica, quando la musica ha fatto discutere

Il Festival di Sanremo è un continuo dibattito, perché tra musica e tante emozioni, ci sono anche momenti destinati al gossip, all’ilarità, ma anche a tematiche molto importanti, legate a questioni che interessano l’intera società e che fanno sempre molto scalpore, al punto tale che, per giorni, non si fa altro che discutere su possibili parole dette spesso forse troppo rispetto al lecito.

Del resto, quello dell’Ariston è il palco più seguito d’Italia, e nel 2025 più che mai il confine tra le canzoni e l’attualità sembra essersi sempre più assottigliato, trasformando quindi il Festival di Sanremo come il teatro giusto dove aprire anche i dibattiti politici più accesi. E a questo aggiungi che Sanremo è un posto dove si discute tanto, sempre, ogni anno; e anche quest’anno le cose potrebbero non lasciarci a secco.

Quando la musica si intreccia con la politica

Sanremo 2025 si è aperto tra applausi e tensione, con artisti che non hanno avuto paura di portare in scena tematiche sociali e politiche. Alcuni cantanti hanno inserito nei loro testi riferimenti chiari all’attualità, toccando argomenti come diritti civili, crisi economica e tensioni geopolitiche. Non sono mancati momenti in cui il Festival, anche nel passato, è sembrato una tribuna, con dichiarazioni che hanno infiammato il pubblico e diviso l’opinione pubblica.

Fa discutere spesso non solo il testo di una canzone, ma anche gli ospitati. Quest’anno ad esempio la presenza di Noa e Mira Awad, l’una israeliana e l’altra palestinese, è chiaro che abbia aperto un dibattito acceso, come da mesi ormai si vede e si sente ogni dove, spaziando tra chi sostiene l’una o l’altra parte. Non sono mancate come in questo caso appunto quanti hanno ritenuto il Festival come troppo schierato, ma in realtà lo schieramento sembra essere solo e sempre a favore della pace.

Altri momenti in Sanremo ha fatto discutere

E se dopo questa prima serata del Festival restano ancora fortemente indelebili i momenti in cui la politica ha sembrato calcare a pieno diritto il palco dell’Ariston, allo stesso tempo è normale trovare altri esempi nel passato, forse anche più forti rispetto a quelli vissuti ieri sera. Alcuni episodi sono quelli che trovi elencati di seguito:

  • Roberto Benigni e l’inno alla Costituzione nel 2011
  • La vittoria di Mahmood nel 2019
  • La polemica su Fedez e il monologo politico nel 2023, oltre che per il bacio di Rosa Chemical che scatenò la furia anche dell’ormai ex moglie, Chiara Ferragni

Un altro caso che ha fatto molto discutere è stato il tentativo di suicidio di Giuseppe Pagano, un bolognese di 38 anni, che il 23 febbraio 1995, durante la seconda serata di Sanremo, che per quell’anno vedeva come conduttore Pippo Baudo: l’uomo disperato, si era arrampicato sulla balconata e aveva tentato di buttarsi di sopra perché non aveva più un lavoro. Si discusse molto per parecchio tempo, pensando che si trattasse in realtà di una bufala e fosse tutto montato ad hoc.

Certo, Sanremo fa sempre molto discutere. Si vorrebbe un Festival super partes, neutro insomma, senza polemiche, né messaggi. Ma la musica è un veicolo che racconta al momento emozioni e sentimenti, ma anche fatti ed esperienze, e non possono essere ignorate. Mettere un bavaglio significherebbe snaturare ciò che il Festival di Sanremo è sempre stato.

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